SII CIÒ CHE SEI

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SII CIÒ CHE SEI: la campagna Arci per un mondo gender inclusive

"Sii ciò che sei": è lo slogan che abbiamo scelto per la campagna di Arci che mira a diffondere il messaggio per l'inclusività di genere.

Una campagna che va a completare ed integrare la novità della campagna di tesseramento Arci 2020-2021, ovvero la possibilità di apporre una identità alias sulle nuove tessere.

I nuov* soc* potranno infatti scegliere, in alternativa a nome e cognome, l’indicazione del codice fiscale sulla loro tessera. Inoltre, potranno rendere facoltativa l’indicazione del loro genere sulla domanda di iscrizione, compilando lo stesso codice fiscale.

Crediamo in una società che promuove le identità di genere e il diritto di tutt* di potersi esprimere liberamente in un quadro di regole comuni e condivise. E vogliamo continuare ad essere, nella socialità e nella solidarietà, un antidoto all’emarginazione e all’impoverimento culturale e materiale. Con la forza dei nostri soc*!

Un tema cruciale, come ci raccontano drammaticamente le cronache delle ultime settimane, in un'Italia che è tra gli ultimi Paesi dell'Ue nella difesa dei diritti LGBT. E che negli ultimi mesi ha visto l'Arci sollecitare più volte il Parlamento ad approvare al più presto la proposta di legge contro l'omobitransfobia.

Per un’Arci sempre più presente, inclusiva e solidale.

Per un’Arci Sempre Attiva e Resistente!

ARCI Tesseramento 2020-21

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Partirà il 1 ottobre il tesseramento Arci 2020-2021. ‘Sempre Attiva e Resistente’ è il messaggio scelto quest’anno per una campagna di tesseramento diversa dalle altre, in un periodo segnato dall’emergenza, non solo sanitaria, legata al Covid-19.

Un’Arci Sempre Attiva e Resistente per ripartire nel segno della partecipazione, perché solo insieme alle nostre socie e ai nostri soci possiamo superare le difficoltà che stiamo attraversando e che ci troveremo ad affrontare.

Un’Arci Sempre Attiva e Resistente perché abbiamo attraversato il lockdown, non senza problemi, e ora vogliamo ripartire per essere più forti di prima. Vogliamo ricostruire nella partecipazione, rinsaldare e allargare la nostra comunità, la socialità, il mutualismo e la solidarietà per continuare ad essere un antidoto all’emarginazione e all’impoverimento culturale e materiale. E vogliamo farlo grazie alla forza delle nostre socie e dei nostri soci.

Un’Arci Sempre Attiva e Resistente perché sentiamo quanto mai attuale la necessità di riaffermare i valori della Costituzione, della Resistenza, dell’antifascismo e della democrazia. Un richiamo a un impegno ancora più forte per attuarli e contrastare tutte quelle disuguaglianze che continuiamo a veder crescere in maniera intollerabile.

Per un’Arci sempre più presente, inclusiva e solidale.

Per un’Arci Sempre Attiva e Resistente!

Francesca Chiavacci
Presidente nazionale Arci

Il cambiamento che vogliamo

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Dalla parte delle donne. Arci aderisce con convizione al Position Paper ‘Il cambiamento che vogliamo. Proposte femministe a 25 anni da Pechino’: una serie di proposte concrete alle istituzioni per andare oltre un sistema economico, sociale e culturale diventato insostenibile perché continua a escludere le donne, crea profonde diseguaglianze, non garantisce benessere per tutte/i.

Il documento presentato oggi è stato elaborato da un ampio gruppo di donne femministe, rappresentanti di associazioni e organizzazioni della società civile e di ONG, oltre a singole esperte, e coordinato da D.i.Re Donne in rete contro la violenza, e si concentra sulle aree critiche identificate come prioritarie dalle Nazioni Unite per rilanciare e attualizzare la Piattaforma d’azione di Pechino, adottata all’unanimità da tutti i paesi del mondo 25 anni fa, nella storica IV Conferenza mondiale delle donne.

Un tema quanto mai attuale dal momento che oggi, nel 2020, la pandemia e la crisi sociale ed economica che stiamo attraversando ha rivelato con ancora maggior evidenza lo scarto fra ciò che le donne fanno e il loro riconoscimento nello spazio pubblico.

‘Il cambiamento che vogliamo. Proposte femministe a 25 anni da Pechino’  costituisce una forte presa di posizione politica, quanto mai necessaria, frutto dell’esperienza concreta di chi da sempre lavora per il miglioramento della condizione delle donne, contro le molteplici discriminazioni di cui sono vittime, legate alla classe sociale e ai processi di impoverimento, al razzismo, alla sessualità e alle discriminazioni di genere.

Un documento per uno sviluppo inclusivo, per un lavoro dignitoso per le donne,  giustamente retribuito, e misure di conciliazione. Per contrastare la povertà femminile e rivendicare protezione sociale e servizi sociali adeguati. Per adottare soluzioni coordinate contro la violenza maschile nei confronti delle donne, ancora diffusa e radicata in Italia. Per la partecipazione delle donne alla vita pubblica e ai processi decisionali. Per una società pacifica e inclusiva.

Ripartenza Virale - istruzioni d'uso

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DPCM 11 GIUGNO 2020


Con la pubblicazione del DL 16 maggio 2020 prima, e poi con il DPCM 11 giugno 2020, contenente le nuove disposizioni attuative relative alle misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica, stanno via via riprendendo anche alcune delle attività associative precedentemente sospese dai decreti legati all’emergenza.

Restano vigenti le disposizioni generali relative alla cosiddetta “Fase 2”:

  • divieto di assembramento;
  • rispetto delle distanze di sicurezza interpersonali;
  • l’esercizio di attività economiche, produttive, ricreative e sociali, è consentito nel rispetto “di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi”;
  • è obbligatorio usare protezioni delle vie respiratorie (mascherine) nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni e persone con forme di disabilità non compatibili con l’uso della mascherina.
  • I circoli sono tenuti a esporre comunicazioni informative sulle misure di prevenzione igienico sanitarie raccomandate, comprensibili anche a soci/e e utenti di altre nazionalità.

A questo scopo abbiamo predisposto alcuni materiali utili per le sedi associative:

- Informativa misure di prevenzione (10 lingue)
- Cartelli sicurezza Covid-19
- Linee guida somministrazione

che potrete trovare e scaricare alla pagina
https://www.arci.it/nuove-disposizioni-di-contenimento-del-contagio/

L’Arci aderisce alla campagna ‘Da’ voce al rispetto’

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Da’ voce al rispetto!


È una campagna nazionale di sostegno alla legge sul contrasto alla violenza e alla discriminazione da orientamento sessuale, genere e identità di genere in discussione alla Camera.

La campagna è fatta da un un gruppo di attivisti e di attiviste, di diversa estrazione professionale, che hanno dato vita al comitato “Da’ voce al rispetto”, per sostenere l’approvazione della legge contro l’omotransfobia.

Abbiamo organizzato questa campagna perché pensiamo che l’Italia debba inderogabilmente darsi una legge che contrasti l’omofobia e la transfobia che alimentano i crimini d’odio basati sull’orientamento sessuale, sul genere e sull’identità di genere.

Sono 30 anni che l’Italia attende questa legge. Il momento è arrivato e crediamo che ognuna e ognuno possa contribuire al sostegno di una legge necessaria.

Si tratta di reati che, secondo il diritto internazionale, non colpiscono solamente la persona che li subisce, ma anche i gruppi sociali di appartenenza, reale o presunta, bersaglio di discriminazioni e violenze. Una legge per tutte e tutti che estenda la normativa vigente a protezione delle vittime di odio razziale, religioso, etnico e nazionale.

Vogliamo una legge che nella sua parte penale riconosca il reato d’odio omotransfobico come origine degli omicidi, le aggressioni, le violenze fisiche e psicologiche, le ingiurie, le minacce, le persecuzioni e l’istigazione a commettere discriminazioni e violenze che mettono a rischio la libertà personale, la sicurezza e la dignità delle donne, delle persone LGBTI+, e di chiunque possa essere ritenuto parte di tali gruppi.

Vogliamo una legge che intervenga in modo concreto anche nel sostegno delle persone colpite dall’odio, prevedendo un monitoraggio del fenomeno e investimenti per gli sportelli di ascolto e le case di accoglienza.

Vogliamo una legge che si preoccupi di porre le basi per agire sulle vere cause del pregiudizio e dello stigma sociale: sessismo, misoginia, omofobia, bifobia, lesbofobia, transfobia.

Una legge che crediamo necessaria e inderogabile.

Per questo abbiamo creato questa campagna di sostegno, a titolo gratuito, sotto l’egida del volontariato civile, perché anche in Italia si possa dire stop all’odio e finalmente dare voce al rispetto.

Etta Andreella, Rosario Coco, Paola Guazzo, Cristina Leo, Francesco Lepore, Rosario Murdica, Alessandro Paesano, Luisa Rizzitelli, Daniele Russo, Daniele Sorrentino, Francesca Sozio, Luca Trentini

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