Insieme, per passione

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Parte la campagna di tesseramento 'Insieme, per passione'

La matita di ElleKappa firma l’immagine della nuova tessera Arci 2019-2020.

La nuova campagna tesseramento si apre ufficialmente con l’inizio di ottobre, sarà possibile riceverla nei quasi 5000 circoli in tutti Italia.

Oltre al disegno, la vignettista satirica ha ideato pure lo slogan: Insieme, per passione.

“ElleKappa è riuscita nel suo disegno a rappresentare il senso di una grande comunità come è quella dell’Arci”. Lo dice Francesca Chiavacci, presidente nazionale della più grande associazione culturale italiana che dal 1957 è presente in tutto il Paese. ElleKappa, storica matita del giornalismo italiano, ha trasformato in disegno le tantissime attività che l’Arci promuove: dall’impegno in difesa dei valori costituzionali fino alla musica dal vivo e il cinema.

“Anche lo slogan ideato – prosegue Chiavacci – l’abbiamo accolto con entusiasmo, è proprio l’essenza di quello che siamo, promuoviamo tantissime iniziative ma alla base di tutto c’è la passione e la volontà di costruire una società migliore e più inclusiva”. Arci, ad oggi, ha oltre un milione di tesserati e quasi cinquemila circoli sparsi in tutte le Regioni italiane. Da quest’anno sarà presente anche un circolo oltre confine, a Bruxelles, “ci tenevamo che il primo circolo estero fosse a Bruxelles – conclude Chiavacci – proprio a rappresentare il convinto spirito europeista”.

 

L'intervista a ElleKappa

La campagna tesseramento 2019-20, per la prima volta, è stata affidata a una disegnatrice molto nota in Italia, protagonista del giornalismo italiano da molti anni e autrice tutti i giorni su La Repubblica di una rubrica sull’attualità.

ElleKappa è molto conosciuta, ma altrettanto schiva e riservata, lo sa che firmando l’immagine della tessera Arci passerà nelle mani di più di un milione di persone, qual è il suo primo ricordo legato al mondo Arci?
Il mio primo ricordo si perde nella notte dei tempi, dunque parlerei più di atmosfere e stati d’animo, circoli piccoli, periferia di Roma, pubblico giovanissimo in cui ciascuno si riconosceva nell’altro nel comune sentire e nell’abbigliamento (dettato solo dalla povertà…) e l’emozione di poter vedere e sentire da vicino artisti straordinari come Giovanna Marini, Ivan della Mea e Paolo Ciarchi, i Quilapayun, insomma, un vero privilegio tenendo conto di quanto costasse poco poter accedere agli spettacoli. Talmente poco che anche io me lo potevo permettere.

Insieme, per passione, che è una sua idea particolarmente efficace per la comunità Arci, come è nata?
Secondo me la passione per la democrazia, per l’impegno sociale, per l’arte e la cultura in tutte le loro declinazioni è il sentimento reciproco che unisce l’Arci alla sua comunità. Anche se di questi tempi ci vuole pure tanto coraggio, capacità di resistere e tanta tanta pazienza.

Rispetto al suo lavoro quotidiano su La Repubblica, la vignetta politica che ruolo può avere in un contesto tanto confuso come quello italiano, non pensa che la realtà spesso superi la creatività e che la satira rischia di essere depotenziata?
Effettivamente il rischio di venire sopraffatti da questo nuovo corso della politica che sabota ogni logica ed è ridicola e tragica al tempo stesso, esiste. Una volta bastava dire «il re è nudo», ora invece il re non solo è nudo ma se ne vanta e balla al Papeete tra gli applausi del famoso popolo sovrano.
Insomma, una sfida difficile per la povera vignetta che deve lottare quotidianamente per non farsi travolgere dal frastuono di questo nulla e riuscire a guadagnarsi l’attenzione di chi ancora non si arrende.
E anche qui ci vuole passione e tanta, tanta pazienza.

Comunismo e nazismo non sono uguali

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“Arci esprime forte preoccupazione per la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazismo e comunismo e ne chiede una sua profonda revisione”

Comunicato della Presidenza nazionale Arci

 

  

La risoluzione approvata dal Parlamento Europeo che equipara nazismo e comunismo  è un grave errore sia storico che politico.  Il Parlamento Europeo è un luogo a cui i cittadini guardano con grande attenzione ed ha una funzione educativa primaria, non può dunque permettersi di semplificare o distorcere gli avvenimenti.  Chiunque di noi ha una minima attenzione alla storia politica sa che comunismo e nazismo ad esempio partivano da due presupposti diversi: il comunismo partiva da un presupposto di libertà e uguaglianza, mentre il nazismo aveva come obiettivo la conquista, la sottomissione e la supremazia della “razza superiore”.  Certamente poi il comunismo ha avuto vie diverse che vanno dal criminale stalinismo e alla privazione delle libertà negli paesi sotto l’influenza sovietica ad esperienze che invece in tante parti del mondo hanno contribuito a portare giustizia, emancipazione e a sconfiggere dittature. Esemplare il percorso maturato in Italia a partire da Antonio Gramsci,  l’impegno resistenziale per dar vita alla nostra Repubblica e  alla Costituzione,  la lunga profonda riflessione critica che ha portato alla condanna di un modello distorsivo e illiberare, la figura di Berlinguer, la scelta di  dare casa alle idee di Altiero Spinelli che sedeva al parlamento da indipendente ma eletto nelle liste del pci ecc. ecc.     Il nazismo e il fascismo invece no, hanno avuto un unico percorso  di predominio razziale e di eliminazione scientifica,  non  vi erano in nessuna di queste due  ideologie le parole  libertà e uguaglianza. Non c’è stata distorsione del pensiero nazista: tale era e tale si è manifestato e se è stato sconfitto lo si deve  anche  buona parte all’Urss.   

Se poi uno studente dovesse presentarsi al suo docente di storia (e qui urge ripensare quanto certe scelte nella scuola) con la ricostruzione delle cause della seconda guerra mondiale presentate nella risoluzione approvata dai parlamentari europei si troverebbe un bel “4 “ sul registro.  Dimenticare che il nazionalismo che portò al nazismo in Germania fu frutto delle pesanti condizioni imposte dalla Pace di Versailles è imbarazzante. Come è imbarazzante non  avere contezza di quale era il programma pangermanista di Hilter,  la visione della conquista dello “spazio vitale” (Lebensraum) a scapito dei Paesi slavi da ridurre in schiavitù. Ci si dimentica chi partecipò alla Conferenza di Monaco che “regalò” la Cecoslovacchia in pratica alla Germania, il fallimento delle trattative tra Gran Bretagna e Francia da un lato e l’Urss dall’altro, la decisione della Polonia di non accogliere la proposta dell’Urss  di aiuto per contrastare il possibile attacco tedesco e tanto altro ancora che portò al patto “Molotov – Ribbentropp”  che serviva all’Urss per posticipare il più possibile il conflitto con la Germania ritenuto ineluttabile e la drammatica invasione della Polonia da parte dei due paesi, ma anche la discussione e lo sconcerto che tali fatti ebbero nei sostenitori del comunismo. E quello che ho scritto sono solo alcuni dei tanti capitoli che meritano giusto approfondimento e non semplificazione. 

Da qui dunque la richiesta a tutte le forze politiche , con il sostegno della società civile, ad un impegno perché sia rivista la risoluzione approvata tenendo conto dei reali fatti storici e politici

Verona libera Italia laica

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Il programma completo degli eventi della Città Transfemminista di Non Una di Meno e altri organizzati da associazioni e movimenti

GIOVEDÌ 28 MARZO

Ore 18.30 inaugurazione – Laboratorio Autogestito Paratodos (Corso Venezia, 51)
Verona, città dell’amore e dell’odio: una mostra a cura della rete ‘Assemblea 17 dicembre’ per raccontare la storia di Verona. La mostra sarà aperta fino a domenica 31 marzo.
Ore 19.30 – Sobilla (Salita Santo Sepolcro, 6) Presentazione del libro L’aurora delle trans cattive. Storie, sguardi e vissuti della mia generazione transgender di e con Porpora Marcasciano. L’autrice discute con Lorenzo Bernini e Laurella Arietti. Evento a cura di PoliteTeSse in collaborazione con Non Una di Meno Verona e SAT-Pink.


VENERDÌ 29 MARZO

Ore 11.30 – Circolo della Rosa (Via Santa Felicita, 13)
Conferenza Stampa
Ore 14.00 – Sala Elisabetta Lodi (Via S. Giovanni in Valle, 13). Il ruolo del gender e della famiglia nella mobilitazione e nelle politiche della destra. Solidarietà femminista e prospettive rivoluzionarie Ne discutono: Eva Von Dedecker – Humboldt University, Berlin Sara Garbagnoli – Université Paris 3; Adriana Zaharijevich – University of Belgrade; Elzbieta Korolczuk (Warsaw University). Introduce e modera Laura Sebastio, Non Una di Meno Verona.
Ore 16.00 – Circolo Pink (Via Cantarane, 63) Proiezione del documentario City of the Damned sulle lotte della comunità LGBTQI+ in Uganda.
Di: Mor Albalak, Nate Skeen, Shaneika Lai, Stephanie Lee e Matt Rogers.
Ore 18.00 – Libre (Interrato dell’Acqua Morta, 38) Presentazione del libro Corpi impuri. Il tabù delle mestruazioni di e con Marinella Manicardi. A cura di Non Una di Meno Verona.
Ore 18.00 – Anpi (Via Cantarane, 26) Conosci il tuo nemico Che cos’è il Congresso mondiale delle famiglie? Da chi è formato e come viene finanziato? Quali sono i suoi legami con l’estrema destra? A cura di Non Una di Meno e Indietro March!
Ore 19.30 – Fonderia 20.9 (Via XX Settembre 67/A) Inaugurazione della mostra Femminismi Manifesti: 28 manifesti femministi storici rielaborati da 28 artiste. A cura di Non Una di Meno Vicenza. La mostra sarà aperta fino a domenica 31 marzo.
Ore 20.30 – Anpi (Via Cantarane, 26) Documentario Aborto: le nuove crociate di Andrea Rawlins-Gaston e Alexandra Jouseet. Nello scenario dei recenti pesanti attacchi alla Legge 194, Non Una di Meno Milano presenta in Italia un documentario sottotitolato dal movimento della TV franco-tedesca Arté.

 

SABATO 30 MARZO

Ore 9/13 – Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere (via Leoncino 6) Convegno Arriva la libertà! Scegli, sorridi, vivi. Organizzano Ippfen (International Planned Parenthood Federation European Network) e Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) in collaborazione con Rebel Network, insieme ad associazioni e movimenti, tra cui Arci, Arcigay, Agedo e Certi diritti.
Ore 10.30 – Libre (Interrato dell’Acqua Morta, 38) Presentazione del cartone Piccolo uovo tratto dall’omonimo libro. Sarà presente Francesca Pardi autrice del libro. Evento adatto ai bambini e alle bambine!
Ore 10 – cinema K2 ( via Rosmini, 1) Convegno “Libere di Scegliere” I sindacati CGIL, CISL e UIL Verona con la partecipazione di Susanna Camusso.
Ore 11.00 – piazza Isolo Scuola DeGenere. Per un’educazione libera da stereotipi. Laboratorio su scuola e formazione. A cura di Non Una di Meno Bologna.
Ore 13.00 – Piazzale XXV aprile (Stazione di Porta Nuova) Laboratorio pratico sullo sciopero dei/dai generi a cura della Consultoria Transfemminista Queer e di Non Una di Meno Bologna.
Ore 14 – Corteo Partenza da Piazzale XXV Aprile (Stazione di Porta Nuova)
Ore 21.30 – Teatro Satiro Off (Vicolo Satiro, 8)
Spettacolo teatrale Il Corpo Lesbico di Laura Scarmoncin e Graziella Savastano.


DOMENICA 31 MARZO

Ore 9.00 – (via Santa Teresa, 2) Assemblea Internazionale Transfemminista. A cura di Non Una di Meno.
Ore 16.00 (luogo da definire) Presentazione del libro Se il mondo torna uomo con Carlotta Cossutta, Non Una di Meno Milano, e Massimo Prearo.
Ore 17.45 – Batteria Scarpa (Via San Zeno in Monte) Proiezione del documentario Non è amore questo, di Teresa Sala.
Ore 21.00 – Laboratorio Autogestito Paratodos (Corso Venezia, 51) Spettacolo teatrale Corpi impuri di Marinella Manicardi. A cura di Teatro popolare.

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